Sei in ufficio ma la testa è rimasta altrove, lo sguardo si perde nel vuoto e i ricordi delle vacanze appena passate ti rapiscono e non ti mollano più. Poi torni a terra, alla tua scrivania e al tuo cubicolo pieno di “baraonda” (ndr: quando si hanno dei bambini la parola “casino” è bandita dal vocabolario sostituita con questa che sa d’altri tempi) e di gente non propriamente felice dall’aver abbandonato lidi pieni di sole e distese di verde. Di queste vacanze ricordo con un sorriso e un briciolo di malinconia (è d’obbligo al ritorno dalle ferie):
- la pennichella dopo pranzo (in assoluto la cosa che mi manca di più oggi)
- le spaghettate di cozze e vongole con i piedi nella sabbia a pochi metri dal mare
- il piccolo principe che per la prima volta in un mattino pieno di sonno mi sussurra “sei la mia mamma preferita” (promette bene il marpione)
- le lunghe passeggiate tra prato e cielo e soprattutto, all’arrivo, il meritato premio per tante fatiche: i wurstel, le patatine e le frittelle di mele (mhmhmhmhm che fame…)
- l’ineffabile magia della neve ad agosto
- le meravigliose distese di fiori colorati
- i maestosi fuochi di artificio nel minuscola paesino di L.
- le sfide a carte e a mastermind
- la perdita totale della cognizione del tempo (avete presente: che giorno è oggi martedì, giovedì o domenica????)
- i tempi lenti e pigri che non conoscono la fretta
- sei libri letti (un record)
- il bagno (improvviso e non voluto) del piccolo principe nel gelatissimo lago di montagna nel quale è caduto
Dimentico volentieri invece:
- Mati che balla waka-waka ancheggiando tra Shakira e Balù (ndr Libro della Giungla) nelle cabine con altre tre nane di pochi centimetri più alte di lei
- la farmacista del paesino di L. che mi ha insultato perché sono arrivata 30 secondi dopo la chiusura
- i famosi tatuaggi che ornano il lato B della principessa
- la biscoteca del piccolo principe
- la maratona di pioggia intermittente che ha allietato le nostre giornate per 48 ore di fila
- i nani che hanno scoperto l’Ipod e non se ne sono più staccati
- il bagno (improvviso e non voluto) del piccolo principe nel gelatissimo lago di montagna nel quale è caduto (eh sì perché dopo aver riso a crepapelle ho scontato la rabbia e l’offesa del nano)
- i chili di troppo che mi hanno lasciato in regalo queste vacanze e che mi trascinerò dietro, come una zavorra, per chissà quanto.

